sabato, 17 ottobre 2009 | in : iniziative meritevoli, del nostro tempo
MANIFESTAZIONE
NO TURBOGAS
DOMENICA 18 OTTOBRE
ORE 09:30
PIAZZA ROMA, APRILIA


Se pensi che non ti riguardi, sei solo un povero coglione da compatire.
   Il territorio che sarà coinvolto negli effetti negativi della centrale Turbogas è una vastissima area, che si estende in latitudine da Roma nord al Parco Nazionale del Circeo, longitudinalmente da Fiumicino ad Anagni.

Area Effetti Negativi Turbogas Anteprima
Cliccate per ingrandire l'immagine

Attenzione: "medio rischio" non vuol dire che le conseguenze saranno trascurabili.
   Si tratta di un importante aumento della temperatura e di spargimento di polveri sottili. Le conseguenze potrebbero essere gravissime: sulla salute (patologie respiratorie, dermatologiche, danni alla vista, all'apparato digerente attraverso l'ingestione di cibo contaminato), su flora e fauna (di conseguenza su agricoltura e allevamento), sul ciclo climatico, sul valore paesaggistico (che sarà accompagnato anche da un crollo del prezzo degli immobili).
   Muovete il culo e scendete in piazza, stronzi.
AuANzO @ 00:19 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
giovedì, 08 ottobre 2009 | in : elucubrazioni, del nostro tempo
Madame Giustizia

"Ci sono giorni difficili quando prevale la rassegnazione e viene voglia di dire 'è tutto inutile'. Ma oggi è un bel giorno."
Il Fatto Quotidiano, 08/10/2009

È alla signora qui sopra che va la gloria della giornata di ieri.
   Svetta ancora alta nel cielo, fiera e severa, Madame Giustizia. E io brindo alla sua. Colei che così tante volte è stata ignorata, schernita, violentata, ieri è tornata a splendere. Non fosse altro che per un giorno e uno soltanto, la sua spada ha mutilato le grasse e unte mani dell'avido, del falso, dello spregevole. Non fosse altro, dicevo, che per un giorno e uno soltanto. Ma questo giorno è stato quello per cui è valsa la pena vivere.
   C'è gente sporca, irrimediabilmente sporca dentro. Gente putrida, vile, viscida. Gente che non starebbe male sepolta tre metri sotto terra. O anche dietro le sbarre, a condividere una stretta e umida branda con dei compagni che magari abbiano tutte le caratteristiche da loro tanto odiate: extracomunitari, comunisti, gay o bisessuali. Sono sicuro che questi nuovi amici troverebbero tutto il tempo e l'intimità necessari per ficcargli bene in profondità, più e più volte, il concetto della turgida e implacabile verga del Giudizio. La redenzione, si sa, passa attraverso il dolore. Molto dolore. Poiché le persone sporche dentro hanno molti peccati da cui redimersi. Da cui - è proprio il caso di dirlo - purgarsi.
   E, amici miei, ieri il primo passo verso questo mio sogno è stato fatto. C'era il Lodo Alfano. Una legge che permetteva di evitare il processo a chiunque fosse stato accusato di un qualsiasi reato. Bastava che l'accusato fosse eletto ad una delle quattro cariche più alte dello Stato. "I processi erano solo sospesi, non annullati!", berciano i servili cani del padrone. Ma non fanno sapere che la sospensione dei processi era reiterabile nel "caso di nuova nomina nel corso della stessa legislatura". Dunque, se il processato veniva rinominato, ad esempio, Presidente del Consiglio, rimaneva ingiudicato. Senza contare comunque che, nel caso in cui l'onorevole in questione fosse stato colpevole, avremmo avuto un criminale al Governo per tutta la durata del suo mandato. E non mi risulta difficile credere che un criminale cambi la Legge a suo favore, se ha il potere per farlo.
   Oggi, quella legge non c'è più. È stata bocciata dalla Corte Costituzionale. Bocciata perché giudicata, appunto, anticostituzionale. E tutti coloro che ne usufruivano, ora tremano. Urlano, accusano, offendono, sudano paonazzi sul colletto delle loro camice azzurrine. E tremano.

Sembra un dannatissimo sogno, e invece è la realtà.

Stamattina mi sono svegliato senza vergognarmi di essere italiano. Erano anni che non succedeva. L'aria aveva un profumo diverso e i raggi del sole nascente baciavano un'Italia col petto in fuori e lo sguardo alto.
   Perché non è solo questo, non è solo lo sventato pericolo per la democrazia rappresentato dal Lodo Alfano.
   La totalità della stampa estera seria ormai considera Berlusconi al declino. Annozero diventa la trasmissione che traina la Rai. Esce un giornale libero - l'unico veramente libero - come Il Fatto Quotidiano, uno dei pochissimi degni di essere comprati (ve lo dice uno che studia giornalismo). Gli scioperi e le iniziative degli operai si moltiplicano in tutta la nazione. Dalle mie parti, finalmente, pare si stia muovendo la situazione a favore dei cittadini nella contesa della gestione del servizio idrico fra un privato (Acqualatina) e il pubblico. Inoltre, si torna in piazza per combattere la costruzione della centrale Turbogas a Campo di Carne (frazione di Aprilia) e dell'inceneritore ad Albano, che devasterebbero l'ecosistema locale più di quanto già non sia.
   E allora è a lei che dedico questo mio umile pensiero, a Madame Giustizia. Mia signora, riempiamo le coppe della sua bilancia con il nostro miglior spumante e brindiamo. Brindiamo a dieci, cento, mille giorni come quello di ieri.

A lei.

"Prima di tutto, un grazie riconoscente ai nove giudici della Corte Costituzionale che hanno detto basta all'impunità di uno soltanto. Stabilendo una volta per sempre (speriamo) che nessuno in questo Paese può essere dichiarato, per legge, superiore alla legge. Nessuno, nemmeno il padrone più potente e il premier più arrogante. [...] Attenzione però alle prime dichiarazioni di Berlusconi e delle sue teste di cuoio. [...] Non illudiamoci. La sentenza della Corte ha soltanto stabilito una linea di demarcazione. Sappiamo cosa c'è di qua. L'Italia pronta a difendere la sua costituzione e il principio di uguaglianza. L'Italia onesta che disprezza evasori e bancarottieri. L'Italia che non si nasconde dietro gli scudi e i privilegi. L'Italia che chiama ladri i ladri. L'Italia che non si fa intimidire. L'Italia che ha detto basta."
Antonio Padellaro, Il Fatto Quotidiano, 08/10/2009
AuANzO @ 19:15 | commenti (13)(popup) | commenti (13)
domenica, 06 settembre 2009 | in : viaggi e panico geografico
PREMESSA. Io fra quattordici giorni riparto per Monaco e ancora non ho finito di raccontare la vacanza DELL'ANNO SCORSO. Insomma, lo sappiamo tutti che l'aggiornamento del blog non avviene esattamente con quelle che si dicono "regolarità" e "coerenza", ma apprezzate lo sforzo! Avevo questo post pronto da tipo più di un mese, ma, insomma, una cosa tira l'altra, lo sapete, la gente, succede che, questo, quell'altro, eccetera. E poi c'era da scegliere e sistemare le foto, risoluzione, grandezza, eccetera, aoh io qua sto a lavorà eh, mannaggia a voi!
   M'ero ripromesso di finire il resoconto di questa vacanza prima di ripartire per l'Oktoberfest 2009 ma, alla luce degli eventi, non credo di farcela... Per cui sono indeciso: o pubblicherò il resto in due o tre megapost, come fatto finora, oppure compatterò il tutto in un unico post riassuntivo ai limiti dell'osceno prima di partire. E fra un buco e l'altro vedrò pure di studiare per l'esame del quindici, va.

(Link alla prima parte)

(Link alla seconda parte)

LE CRONACHE DI GAETANO 3

Giorno quarto
Ci svegliamo ad un orario relativamente decente. Andiamo a pranzo ad un ristorante che abbiamo visto la notte precedente durante il nostro vagabondare. A Monaco c'è un particolare tipo di ristoranti tipici del posto: la loro peculiarità è di essere ufficialmente sponsorizzati ognuno da una marca di birra locale. Quello dove siamo andati noi era sponsorizzato dalla Spaten. Questo popolo ficca la birra in ogni aspetto della propria vita. Che civiltà superiore.
   Il posto è caldo e accogliente, il servizio ottimo, il personale gentilissimo, i bagni puliti e ipertecnologici. Durante il pasto cade un altro dei classici pregiudizi italiani: la cucina tedesca è OTTIMA. Certo, non è varia come quella italiana e forse non è altrettanto salutare, ma è di sicuro molto buona. Com'è lecito aspettarsi, dato il clima, hanno un menù piuttosto ricco di grassi, principalmente basato su carni, zuppe e crauti, ma il ventaglio di varietà in cui riescono a combinare e cucinare questi cibi-base è abbastanza ampio. Ovviamente il tutto è abitualmente accompagnato da fiumi di birra (è esilarante, per noi che non siamo abituati, vedere innocenti famigliole che ne bevono a litri con estrema noncuranza, come fosse acqua). Nel mio piatto c'è UN CUBO di burro alle erbe. E mi guarda. Con aria di sfida.

Me lo mangio.

In questo Paese il freddo si combatte a colpi di colesterolo.

Alla fine del pranzo, qualcuno di noi va in bagno. Ne riesce trafelato e mi chiama con urgenza. Entro al cesso e mi viene mostrata una cosa meravigliosa: il dispenser delle salviettine è ELETTROMECCANICO CON SENSORE DI MOVIMENTO. Cioè: quando ci passi la mano davanti, automaticamente ti espelle una salvietta per asciugarti le mani. Ora, voi immaginate una frotta di italiani che si accalca tutta eccitata presso l'entrata del bagno a vedere il distributore di carta da mani, con le labbra che disegnano O di stupore e condendo il tutto con urletti da fans dei Neri per caso. I tedeschi hanno avuto un ottimo intrattenimento, quel giorno.
   Usciamo dal ristorante e ci mettiamo a fare shopping nella enorme piazza su cui questo si affaccia. Ci sono altissimi momenti, come quando rimaniamo imprigionati in un negozio pieno di chincaglierie fragilissime in compagnia della nostra poca delicatezza, o quando Virgilio cade vittima di un bronzeo pesce. Ma, soprattutto, BANANEN:

Bananen

Volevo mettere anche le foto degli altri eventi ma poi ne venivano troppe e mi si asciugava lo spazio sui server di Splinder.
   Ci accattiamo qualche souvenir (personalmente, mi porto a casa uno stupendo boccale gigante in ceramica lavorata, con intarsi e tappo in ferro finemente decorato. Una cosa stupenda) e poi decidiamo che è il momento di dirigerci finalmente all'Oktoberfest. Anche in metro, come se ce ne fosse ancora bisogno, ci sono cose che continuano a ricordarci la manifesta superiorità del nord Europa. Noi a Termini abbiamo i baretti e le tavole calde zozzissime, loro hanno QUESTO:

Ristorazione - The german way

Arriviamo alla fiera e iniziamo ad aggirarci per la stessa alla ricerca dello stand più invitante. Durante il pellegrinaggio, c'è un momento di estrema tristezza e malinconia. Questa è pura cattiveria e mancanza di sensibilità: non si lascia una birra da sola sotto la pioggia. MAI.

Birra sola 1

Gli stand delle varie marche di birra sono veramente enormi. Quelli più grandi, corrispondenti alle marche maggiori della Germania, arrivano a contenere ognuno DIECIMILA posti a sedere. Aggiungendoci pure tutte le persone in piedi e il personale di servizio, si arriva a cifre anche più alte. Decidiamo di visitare per primo lo stand della Augustiner, che è probabilmente la birra più buona della Baviera. Ma anche del mondo, suvvia.
   Cammino emozionato verso l'entrata. Un passo dopo l'altro, con le stesse palpitazioni del primo giorno di scuola, raggiungo le porte a spinta. Una leggera pressione le apre, lentamente, inesorabilmente. E davanti ai miei occhi si palesa una delle cose più simili al Paradiso in Terra.

Ingresso stand

DIECIMILA UBRIACONI DI TUTTE LE NAZIONI DEL MONDO CHE TRACANNANO BIRRA GIA' DA TRE GIORNI. Risate, urla, canzoni, un mormorio indistinto, così vasto ed indistinguibile che pare emani dalle pareti stesse del gigantesco edificio.
   Improvvisamente mi sento come Alice appena rotolata nella tana del Bianconiglio. Mi guardo intorno, non riesco a cogliere l'insieme. È tutto troppo meravigliosamente tipico, fantasticamente onirico, deliziosamente confuso. Cameriere indaffarate, brindisi ad ogni angolo, gente sorridente di ogni età ed etnia. Qui sono tutti fratelli e sorelle. La schiuma della birra trabocca leggermente dai boccali che mi corrono affianco, saldi nelle sapienti mani delle bavaresi che servono ai tavoli. Valchirie di noi guerrieri etilici, capaci di trasportare nel loro materno abbraccio anche dieci boccali alla volta.

È il Paese dei balocchi. Io ci sto in mezzo. E la cosa più dannatamente esaltante è che non si tratta di un sogno.

E non mi sono neanche cresciute le orecchie d'asino.

Scorriamo attraverso i tavoli in direzioni completamente casuali; se fossimo vestiti di lenzuoli monocolore saremmo perfettamente uguali ai fantasmini di Pac Man che vagano nel labirinto. Adocchiamo un tavolo, prendiamo posto. C'è scritto sopra che dalle cinque in poi è prenotato. Poco male: abbiamo ancora molto tempo. Ci servono i primi litri di birra. Si aprono le danze.
   La vitamina B liquida inizia a farsi copiosamente strada nelle nostre viscere, pronte ad accoglierla come archetipica parte di esse. Al nostro tavolo si alternano:
- una coppia di tedeschi abbastanza maturi, presumibilmente sposati. Persone assolutamente tranquille e pacate. Viviamo un momento di puro terrore quando la donna ordina UN POLLO SANO e se lo sbrana TUTTO. Cioè, ok, è una cosa che abbiamo fatto tutti, ma da una signora di mezz'età non te lo aspetti (che grande popolo);
- un gruppo di giovani australiani, credo, abbastanza simpatici e sufficientemente amanti della birra. Però sembrano troppo usciti da O.C. Fuori contesto;
- un altro gruppo di persone che però adesso non ricordo. Se qualcuno mi dà una mano a pescare i ricordi, mi fa un piacere.
   Ma la vera svolta del pomeriggio è seduta al tavolo affianco al nostro. Un branco di inglesi pazzi, ottimi bevitori e assolutamente fuori di testa. Indossano magliette con su scritto "Vote for Pedro", e già solo per questo meritano tutta la nostra stima. No, non ho la più pallida idea di chi sia Pedro, ma quando a dirmelo è gente COSÌ, io non posso far altro che fidarmi.
   A un certo punto arriva il ritratto dell'abbondanza. Una simpatica bavarese che non si fa problemi a mostrare la sua esuberanza di carne. L'opulenza del suo seno rimanda ai fasti delle ville patrizie di epoca classica e lei non lesina per niente tutto quel profluvio, anzi. Ciò che trabocca dal balconcino del suo abito è uno schiaffo alla fame nel mondo. Sarebbe anche una bella donna, volendo, ma fare i conti con la sua giunonica presenza non è da tutti.
   La nostra intraprendente signorina si mette a ridere e a scherzare con gli inglesi pazzi, e a un certo punto lui
 
Beone inglese
 
le mette un dito nella scollatura mentre Daniele le fa una foto

Bavarese florida

Rivediamone un close-up alla moviola:

Bavarian close-up

e lei non si scompone minimamente. Anzi, ne sembra quasi felice. È là che inizio a pormi delle domande.

Ma la risposta è la birra.

I boccali si susseguono mentre le scene memorabili scandiscono la degradazione della situazione. Er Ciavatta è il soggetto di due foto che, grazie al successivo lavoro di Virgilio, si tramuteranno in questa GIF che è già leggenda:



Sempre quel grandissimo merdoso del Ciavatta, poi, mi morde il polso solo perché tento di scroccargli un sorso di birra:

Mozzico

Arriva l'orario della prenotazione altrui e siamo costretti a lasciare il tavolo. Usciamo dallo stand Augustiner e decidiamo di fare due passi per la fiera.    Gironzoliamo, qualche acquisto, qualche foto. A un certo punto siamo attratti dal capannino di un tizio praticamente identico al Mangiafuoco di Pinocchio, solo meno corpulento e con la barba più corta e brizzolata.
    Sembra davvero appena uscito dalla favola: incorniciato in questa sorta di capannello, vestito con un frac dorato e con la testa cinta da un cilindro, d'oro anch'esso, continua a maneggiare una specie di serpentello fatto evidentemente di un qualche materiale magnetico che risponde alla carica elettrostatica del corpo umano. Con fluidi e sapienti movimenti delle mani lo fa sgusciare e divincolarsi fra le dita, facendolo sembrare vivo a tutti gli effetti. Non ha smesso un attimo di parlare. Le parole gli escono come un fiume in piena, inarrestabile, ma mai urlate né sgarbate. Si mantengono su un tono medio, abbastanza profondo e piacevolmente caldo, che inevitabilmente ti ipnotizza. Una cosa è certa: sa come vendere qualcosa.
   Tutto il pubblico è completamente incantato dalla sua litania, anche noi che non parliamo tedesco. Ma quest'uomo non ha calcolato la variabile impazzita.

Er Ciavatta.

Alessandro sta proprio in mezzo al pubblico, esattamente davanti al Mangiafuoco. Ha gli occhi sgranati e guarda l'uomo come se vi vedesse una qualche verità trascendentale. A un certo punto si gira verso Virgilio che è al suo fianco e si mette A URLARE.

Er Ciavatta: AOH, PORCA MIGNOTTA! NON CE STO A CAPÌ UN CAZZO, AOH! MORTAAACCI SUUUA!

Il venditore SI FERMA. Rimane in silenzio a fissare il suo sguardo carico di biasimo e risentimento su Alessandro, lo stesso sguardo che alle elementari ti fa la maestra quando ti becca a farti i cazzi tuoi mentre lei spiega matematica e tutti gli altri, improvvisamente, tacciono imbarazzati.
   Alessandro tenta di giocare la carta dell'indifferenza mentre se ne va, ma il peso dei giudizi sospesi negli occhi puntati su di lui, ora anche quelli del pubblico, lo dichiarano colpevole senza appello. La sentenza riecheggia nell'aria come il suono del martello sul banco del giudice.
   Tutto ciò viene spazzato via pochi minuti dopo, quando incontriamo l'ennesima congrega di italiani. Solita chiacchierata, simpatici anche loro. Sono veneti, o qualcosa del genere, e come al solito Alessandro si destreggia nella sua arte di snocciolare con disinvoltura nomi di località probabilmente inesistenti, mentre loro annuiscono per assecondarlo.
   Salutiamo i nostri nuovi amici e continuiamo il giro. Foco mi coinvolge nell'abbordaggio di due ragazze stupende con la scusa della foto. Io sono abbastanza scettico riguardo la buona riuscita della questione, e infatti si rivela un flop senza pari. Poco male, torniamo dai nostri al passeggio.
   Ci imbattiamo nella giostra della prova di forza col martello. Questa è quella originale, un'attrazione tipica dell'Oktoberfest. Il martello, tra l'altro, è alquanto pesante. Accettiamo di buon grado la sfida. Lo spirito sportivo delle Olimpiadi ci insegna che il risultato non è importante quanto la partecipazione, quindi sorvoliamo.
   Ma la vera cosa da sottolineare è che là, su quella giostra, abbiamo incontrato il diavolo.

Diavolo

Guardatelo. È rosso. È ROSSO, in nome d'Iddio, ed ha il pizzetto a punta e i capelli quasi a forma di corna. Se gli fosse spuntata la coda e avesse tirato fuori un forcone dalla tasca, sarebbe stata la cosa più naturale dell'intera vacanza.
   Tra le bancarelle ce n'è anche una che vende una ricetta tipica dell'Oktoberfest composta da baccalà e... patate, se non sbaglio. Questo genera fraintendimenti auditivi e una nuova frase memorabile.

Daniele: oh, sento odore di baccalà!
Auanzo: chi è la vacca laser?


   Decidiamo che è ora di visitare un altro stand. Optiamo per quello della Paulaner, marca famosa anche all'estero. Ci dirigiamo là.
   Entriamo. Anche se l'abbiamo già provato, è difficile assuefarsi allo spettacolo che ti si para davanti una volta varcata l'entrata di questi mastodontici casermoni. Stavolta saliamo sulla balconata e troviamo posto in uno dei tavoli che stanno lì. Facciamo la conoscenza di due signori di una certa età, due grandi persone. Non ricordo con precisione i nomi, purtroppo, ma erano chiaramente due monumenti alla saggezza della terza età. Chiacchieriamo di molte cose, fra cui, non so come, anche della situazione politica italiana. Rimango assolutamente sorpreso, quasi commosso, quando mi accorgo di un dettaglio struggente: uno dei due sta parlando di Hitler, ma arrivato appunto al momento in cui deve pronunciare il suo nome... Non ci riesce. Semplicemente, non ci riesce. La vergogna gli impedisce di articolare la parola "Hitler". Non ho mai visto una tale mole di civiltà e senso civico racchiuse in un solo gesto, peraltro involontario. Sono rimasto piuttosto sconvolto dalla cosa. Soprattutto perché il paragone col nostro Paese mi ferisce e mi fa vergognare di essere italiano. In Germania la gente si vergogna anche solo di nominare Hitler e la polizia arresta i neonazisti. In Italia, la gente crede che essere fascista sia "figo" e "alla moda", una cosa da ostentare e di cui andare fieri. In Italia, la gente crede che la dittatura e la privazione della libertà siano la salvezza del Paese. In Italia, le manifestazioni neofasciste vengono protette e scortate dalla polizia.
   La minoranza cerebrale dell'italiano medio confrontata alle superiori civiltà e cultura tedesche mi rattrista un po'. Ma mi riprendo presto. Ad un certo punto, uno dei due signori ci offre del tabacco da fiuto. Dio, non ho mai visto una cosa COSÌ ottocentesca. Gli altri rifiutano tutti ma io vengo preso da uno slancio di teutonico coraggio e accetto. Me ne versa un po' sull'incavo della pelle tesa tra pollice e palmo della mano, dalla parte del dorso. Continua a versare ridendo mentre io gli dico "Aoh, basta! Stop, stop! Basta!". Mi viene descritto come fare. Passo il tabacco sotto al naso aspirando violentemente.
   Non è facile descrivere la sensazione del tabacco da fiuto. Diciamo che è come ficcarsi una caramella balsamica extraforte in profondità nel setto nasale. La prima cosa che senti è un'agghiacciante sensazione di gelo lungo tutto il naso. Un freddo intensissimo che parte dalla narice e percorre tutto il condotto fino a penetrare nel cranio. Credo che infilzarsi il cervello con una scheggia di ghiaccio dia le stesse sensazioni. Subito dopo, il freddo inizia a bruciare e ti esplode dentro un fortissimo aroma di mentolo. Non riesci a sentire nient'altro che questo odore pungente accompagnato dal bruciore e, inevitabilmente, ti lacrimano gli occhi. In ultimo, come ciliegina sulla torta, per reazione ti cola il naso.
   È stata un'esperienza esaltante, cazzo. Dopo di me, anche Virgilio si convince a dare una sniffata. Stessa identica reazione. I signori ci guardano e ridendo ci confessano che questo è uno dei tabacchi più buoni. Se ne mettono un po' sulla mano e aspirano SENZA AVERE LA MINIMA REAZIONE. Duri come la roccia, porca troia.

AGGIORNAMENTO 08/09/09: qui c'era una foto che ritraeva la schermata di un cellulare ma Splinder l'ha cancellata, sostenendo che violasse i Termini d'Utilizzo del Servizio. Gli ho scritto due e-mail per avere qualche informazione riguardo l'accaduto, ora sono in attesa di una loro risposta. Giusto per farvelo sapere.

   E poi, all'improvviso, lei. Chiacchierando mi giro e vedo passare una dea d'ebano. Stupenda, carnagione leggermente più scura della media di queste lande, viso vivace incorniciato da ricci frizzanti e illuminato in ogni suo angolo da un sorriso accecante. Occhi azzurri come l'innocenza dei bambini. Una terza abbondante di seno sostenuta da un balconcino che urla AGGUANTALE, IDIOTA, SONO IL REGALO DI DIO PER TE. Per un momento sono quasi tentato di seguire il consiglio.
   Io, da bravo coglione, condivido la mia scoperta col Foco che, come da imperitura tradizione, mi si accolla. Andiamo ad abbordare anche lei con la vergognosa scusa della foto.

Foco: excuse me, can we take a picture with you?
Dea d'ebano: yes, of course!
Foco: daje Marco, famose 'sta foto!
Dea d'ebano: ma siete italiani?
Io e Foco: ... Ma perché, pure te?

Un genitore italiano, l'altro tedesco. Ora si spiega il perché di tanta gnoccaggine. Ci facciamo la foto, scherziamo e chiacchieriamo un po', poi torniamo al nostro posto. Si chiama Manuela e io non smetto un attimo di cercarla con lo sguardo. Quando la trovo, decido di andare a chiacchierarci. E Foco, com'è scritto sulla Bibbia, mi si accolla.
   Stiamo diversi minuti a dirle le peggio idiozie, mentre un tedesco alle sue spalle ci rivolge lo sguardo più torvo della storia degli sguardi torvi. Le chiedo se per caso quello non è il suo fidanzato. Lei, ridacchiando, mi dice che non è nessuno. Conservo tuttavia qualche dubbio.
   Le lasciamo i nostri indirizzi mail. Non l'abbiamo più risentita. Che sia stato tutto un sogno?
   POST IT (al fine di preservarmi da eventuali calci volanti provenienti dalla mia ragazza): si ma io adesso vojo bbene solo a te :-*
   Con fare da macho, ci dirigiamo insieme agli altri verso l'uscita dello stand. È ora di ritornare al camper, domani si riparte. Guadagniamo l'uscita e c'incamminiamo verso la fermata dell'autobus. A un certo punto ci fermiamo a fare non so cosa lungo una piccola salita. Nel mentre, continuiamo a constatare come i tedeschi, soprattutto i bavaresi, amino incondizionatamente gli italiani. Virgilio osserva che a questo va ad aggiungersi la presenza di Luca Toni nel Bayern Monaco.

Virgilio: oh, comunque qua Luca Toni lo amano.
Auanzo: davvero?
Virgilio: eh, vuoi vedere che mi basta dire ad alta voce TONI per farmi rispondere da qualcuno?

Nel momento esatto in cui pronuncia la parola "Toni", un gruppetto di ragazzi tedeschi di passaggio si gira sorridendo e farfugliando, mentre uno parla verso di noi alzando gradualmente la voce.

Ragazzo tedesco: eeeh eeeh eeeh, Luca Toni EEEEEH
Virgilio (rispondendogli ad alta voce): ahahah, grande Toni!

Aspettando la metro facciamo la conoscenza di due ragazzi austriaci. Uno è ubriachissimo, l'altro più o meno sobrio. La scena è meritevole d'attenzione: quello ubriachissimo sparla a voce alta dei tedeschi e del fatto che secondo lui sono dei merdosi perché uno non si può ubriacare in santa pace che subito ti rompono le scatole (il che tra l'altro non è vero), l'altro ci guarda e fa segno di lasciarlo stare perché non è in grado di intendere né volere. Poi, quando vengono a sapere che siamo italiani, si mettono a cantare il nostro inno nazionale e si prodigano in mille elogi all'Italia e ai suoi abitanti (soprattutto quello ubriaco). E il bello è che l'inno lo sanno!
   Insomma, dopo alcuni discorsi sul calcio e sulla planimetria di Monaco, arriva per noi il momento di congedarci. Quando scendiamo all'altra stazione metro, mentre saliamo le scale mobili, un signore ci sente parlare italiano. Beh, non ci crederete ma cazzo è successo davvero: ci ferma sulle scale per chiederci se effettivamente siamo italiani e, quando noi rispondiamo affermativamente, gli si illumina il viso. Gli viene un'espressione di felicità estrema e, dopo un attimo di incredulità, SI METTE A FESTEGGIARE. Cioè, ci fa le feste solo perché siamo italiani! Io non riesco a capacitarmi del motivo per cui ci amano in questo modo assurdo.
   Torniamo al camper felici, grazie alla gioia che quel signore ci ha attaccato gratuitamente addosso, e dormiamo come pupi.
AuANzO @ 19:47 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
Riaggiorno il blog dopo un tot di tempo e lo faccio perché vi voglio bene, "NON TANO PERMÉ, MA TANTO PERVOI" come direbbe il Mago Gabriel, ovvero colui che tutti vorremmo come marito per le nostre figlie.

Niente, praticamente ieri sono andato a dormire alle sei del mattino, mi sono svegliato all'ora di pranzo, ho mangiato, mi sono rimesso a dormire e mi sono risvegliato alle 18:00 circa. Faccio schifo si o no?

Si.

Ma questo mi offre lo spunto per raccontarvi una cosa di me. Dovete sapere che io, fino a qualche anno fa, ero famoso per i miei sogni senza senso. Come dire, facevo dei viaggi onirici che erano grandi epopee di puro non-sense. Ma quando dico non-sense, intendo veramente senza. nessun. senso.
   Per dire, una volta ho sognato di salire su una montagna stando sul retro di una jeep guidata da Bruce Lee, sparando dalla mitragliatrice fissa ivi installata a dei nemici che, se non ricordo male, erano dei ninja cyberpunk. Poi vabbè, c'era quello delle forbici che sparavano raggi laser letali ma coloratissimi. Ma, soprattutto, c'era il sogno del gigante ciclope che m'inseguiva mentre io e la mia famiglia scappavamo, insieme alla famiglia di un mio amico, in mezzo a un campo di melograni gestito da monaci buddhisti. Quest'ultimo l'ho risognato uguale per ben tre volte.
   Poi, per qualche tempo, la cosa si è attenuata. Ultimamente, invece, sta riprendendo vigore. Fra ieri e oggi ho fatto due sogni che entrano di diritto negli annali dei dreams without any sense. Io potrei pure raccontarveli, ma ho da poco finito una conversazione notturna con Virgilio, nella quale ho trascritto per filo e per segno i due sogni, e quindi penso che la copierò e la incollerò qui. È scritta in romanaccio, spero la capiate tutti (anche i nordisti e i sudisti). Non voglio tradurla, perché ritengo che scritta così conservi quella dose di genuinità che rende il tutto ancora più saporito. E anche perché non me va, porca mignotta.

Auanzo e i sogni che meritano scrive:
conta che ieri ho sognato quanto segue:
Auanzo e i sogni che meritano scrive:
c'hai presente quella signora che viene chiamata "mani rosse"? (noto personaggio del panorama folkloristico apriliano, NdA)
Morgue scrive:
O_O
Morgue scrive:

Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
ok
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
allora
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
sogno:
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
sto a camminà pe' via delle margherite
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
pieno de gente, come a san michele (il patrono della nostra città. La nostra festa patronale è STRAPIENA DI GENTE, NdA)
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
infatti strada interdetta al traffico
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
insomma
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
sto a portà un vassoio de pizza al taglio in mano
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
passa mani rosse e me ne frega un pezzo dicendo "fregato!"
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
io rimango allibito
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
tipo rosico
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
la punto, non ho più il vassoio in mano
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
la seguo, a un certo punto guizzo e le frego la pizza dicendole "fregata!"
Morgue scrive:
rotfl
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
lei se incazza tantissimo e me inizia a inseguì
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
io scappo ma me sento tipo affannato, come se avessi appena finito de corre la maratona
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
non me movo bene
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
vabbè insomma, corro corro e me ritrovo in via dei lauri
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
andando verso la posta
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
all'altezza della palma
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
vedo da lontano roberta che m'è venuta a fa' 'na sorpresa ad aprilia col treno senza dimme niente
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
s'abbracciamo e tutto, ce rimango un sacco contento, e finisce il sogno
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
e vabbè
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
oggi invece
Morgue scrive:
:-O
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
ho sognato una cosa... boh, non so come definirla
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
insomma, sto a casa de mi' nonno paterno
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
a nettuno
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
ma è un misto fra com'era prima e com'è adesso che è ristrutturata
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
insomma, sto in camera con Roberta, l'ho tipo conquistata quel giorno
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
a un certo punto esce fuori uno VESTITO DA GLADIATORE (cioè, attenzione: nel sogno era chiaro che questo non era un gladiatore, era solo VESTITO da gladiatore. Ecco perché la cosa era talmente surreale che rideva persino lui, NdA)
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
coi capelli lunghetti, fino alle spalle più o meno (che tra l'altro assomigliava a Pino La Lavatrice di Colorado Café, NdA)
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
vabbè
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
esce fori questo
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
e se dovemo menà perché non è contento che io abbia conquistato roberta
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
ma il tutto ha un'aria farsesca, cioè un po' tutti stavamo a ride
Morgue scrive:
asd
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
avevamo tutti un comportamento buffoncello
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
insomma, s'annamo a menà in spiaggia ("ci andiamo a picchiare in spiaggia", NdA)
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
se menamo ma sempre con quell'aria che stamo a giocà
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
a un certo punto lui se ritrova lontanissimo da me, lungo la spiaggia
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
io raccolgo una scatola de cartone pe' menaje e corro verso de lui
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
nel correre, do una spallata ad una lamiera ondulata de un'impalcatura de lavori in corso che stava in mezzo alla spiaggia e la sbrago ("la butto giù", e mi riferisco solo alla lamiera, non a tutta l'impalcatura, NdA)
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
continuando a correre
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
ma la cosa faceva ridere tutti, compreso me
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
arrivo da lui e lo meno con il cartone, lo riempio di botte, ma sempre ridendo, tipo pe' scherzo
Morgue scrive:
da far impallidire lynch
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
poi lui se ritrova sotto l'impalcatura ed è distratto da qualcosa, tipo leggere qualcosa in pubblico (infatti c'erano degli spettatori lungo la spiaggia), o vedere qualcosa, non so. Insomma era impegnato, distratto
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
ma aveva un cane da caccia al guinzaglio, tipo segugio
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
io m'avvicino de soppiatto dietro le macchine (che nel frattempo sono comparse sotto le impalcature di lavori in corso) ma, proprio quando sto vicino a lui, il cane me fiuta
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
e me scoprono
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
io esco fuori dicendogli "ahahah, bastardo, m'hai scoperto, così non vale"
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
e stamo pe' rimenasse
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
quando a un certo punto lui tira fuori UN ORSO POLARE CON L'ARMATURA DA GLADIATORE E UNA CLAVA CHIODATA IN MANO

Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
e st'orso me mena co' 'sta clava, ma non me faceva niente e in più la cosa era così assurda che tutti nel sogno ridevamo, me compreso
Morgue scrive:
rotfl
Morgue scrive:
cioè
Morgue scrive:
manco peter griffin e il pollo
Auanzo e i sogni che meritano
scrive:
ahahah davero

Un. orso. polare. con. una. clava. chiodata. in. mano.
   Vabbè. Però, ora come ora, mi rendo conto che sono moralmente obbligato a raccontarvi pure del sogno che ho fatto tre volte uguale (ed è assurdo pensando a quant'è lungo). A dire il vero, qualche passaggio mi sfugge, ma in linea generale lo ricordo abbastanza bene.
   Viene a trovarmi a casa un mio amico con i suoi genitori. Stiamo nella casa in cui abitavo prima, ormai dieci anni fa. Ad un certo punto, sentiamo un frastuono, fuori. È un gigante, un ciclope molto simile a quelli che stavano nei cartoni giapponesi anni '70-'80, tipo Doraemon et similia. Infatti, ha una veste tipo pelle di leopardo e una clava spinata gigante con un anello alla fine dell'impugnatura. Allora prendiamo la macchina e scappiamo a casa di questo mio amico, mentre il gigante c'insegue. Arriviamo là prima di lui e decidiamo di nasconderci nel campo di melograni che, nel sogno, è situato a fianco alla casa di questo mio amico. Il suddetto campo di melograni è coltivato e gestito da dei monaci buddhisti vestiti con il loro saio tipico. Il gigante però riesce a trovarci e si mette a devastare il campo a colpi di clava. Ho questa nitidissima immagine di alcuni monaci che si nascondono sotto strati di terreno erboso rialzati da una stecca di legno che, una volta asportata, li fa cadere sulla persona che ci si sdraia sotto, tipo coperta mimetizzante. Praticamente uguale ad una scena del Robin Hood interpretato da Kevin Kostner (no, non lo so perché, per Dio, non lo so). Ma, se non ricordo male, alcuni dei monaci nascosti sotto questi rifugi artificiali vengono schiacciati. Io, i miei familiari e il mio amico con i suoi genitori decidiamo di riprendere l'automobile e dirigerci un'altra volta a casa mia, con la consapevolezza che là c'è un'arma in grado di combattere il gigante. Arriviamo e io vado sul balcone, dove trovo UN CANNONE CHE SPARA PASTA MISTA CRUDA E COLORATA. Cristo santo è la verità. Allora mi metto a sparare al gigante con questo cannone e lo sconfiggo, costringendolo alla ritirata. Tutti sono salvi. Poi c'è una specie di prolessi: il sogno fa un balzo in avanti nel tempo e mi ritrovo che sto leggendo qualcosa in soggiorno. A un certo punto sento i passi di un gigante fuori dalla finestra. Mi affaccio con circospezione e vedo che fuori c'è UN TIRANNOSAURO MECCANICO DI BRONZO SEMI-ARRUGGINITO che cammina e ruggisce. Non so come, ma io SO che quello è il ciclope gigante, trasformatosi per qualche motivo in questo nuovo mostro, una specie di golem metallico. Sembra quasi che ci stia cercando. Ricordo che la cosa era veramente inquietante. Passa davanti casa mia e se ne va. Fine del sogno.
   La cosa divertente è che ero indeciso se intitolare questo post "Freud ne sarebbe stato annichilito" oppure "E adesso interpretame questo, Freud". Alla fine ho scelto il primo perché sa più di titolo, ma l'altro mi piaceva un casino lo stesso e quindi ve lo dovevo scrivere da qualche parte.
   Ora me ne vado a dormire, che magari ne faccio un altro simile. Tra l'altro, fra tre ore e mezza devo alzarmi. Me ne sono accorto ora.

Vabbè, aoh, io vado. Bonanotte.
AuANzO @ 06:52 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
sabato, 01 agosto 2009 | in : relazioni scientifiche
CENTRO STUDI Dott. AUANZO - RELAZIONE SCIENTIFICA n° 6
"Non ho una minchia da fare"


C'è una cosa di cui l'umanità dev'essere grata.

Non è la penicillina.

Non è il telefono.

Non è la ruota, l'agricoltura o il fuoco.

Si, ok, invenzioni importanti, d'accordo. Ma nessuna eguaglia L'Invenzione, con la I maiuscola. Ma pure la L, via.

Sapete tutti di cosa sto parlando. Mi riferisco a lei.

L'unica, la sola, l'inestimabile.

La funzione "Una voce a caso" di Wikipedia.

È sera, sei davanti al PC, non hai niente da fare? Vai su Wiki, per Dio! C'è una voce a caso, la TUA voce a caso! Per te!
   Come fare senza sapere che "Il fetch indica l'estensione (superficie) di mare aperto su cui spira il vento con direzione e intensità costante" oppure, non so, che "La scala è stata l’attrezzatura fondamentale che per lunghi anni ha permesso agli speleologi di esplorare le grotte a sviluppo verticale, quali i pozzi e gli abissi. La scala del grottista era di tipo flessibile, ed assomigliava un po’ alla scala biscaglina utilizzata in ambito nautico"? E non vi dico che emozione quando scoprii che "Il Museo naturalistico entomologico Nel Regno Delle Farfalle Onlus, in via Lago di Alleghe, 33 a Schio (Vicenza), contiene una collezione di oltre 10.000 farfalle"! Attenzione, queste sono tutt'e tre ricerche fatte proprio ora, mentre scrivo. Cose a caso. È... è meraviglioso.

Ma come ogni cosa importante dell'umanità, c'è un mistero da risolvere.

Un complotto.

Qualcuno dirà che ci sono dietro i massoni, i giudei, i rettiliani, i grigi, o i mercanti d'armi, forse. Non lo so. Ma il mio spirito giornalistico mi spinge a denunciare tutto ciò.

I COMUNI FRANCESI.

È tutta la vita che dico questa cosa. Se voi cliccate su Una voce a caso di Wikipedia, è quasi sicuro che uscirà un comune francese. Ma ora la gente reclama verità. C'è bisogno di un metodo scientifico.

Ho fatto venti ricerche, cliccando ogni volta su "Una voce a caso" da una a dieci volte, finché non usciva fuori un comune francese. Se nell'arco di dieci click non fosse uscito un comune francese, il risultato sarebbe stato negativo. Altrimenti, mi sarei segnato dopo quanti click sarebbe uscito.
   Questi sono gli sconcertanti risultati:

1° ricerca: al quarto click
http://it.wikipedia.org/wiki/Saint-Sauveur_(Finist%C3%A8re)


2° ricerca: al terzo click
http://it.wikipedia.org/wiki/Saint-Clar

3° ricerca: al quarto click
http://it.wikipedia.org/wiki/Saint-Andr%C3%A9-lez-Lille


4° ricerca: al settimo click
http://it.wikipedia.org/wiki/Flottemanville-Hague

5° ricerca: al quinto click
http://it.wikipedia.org/wiki/Montreuil


6° ricerca: negativo

7° ricerca: al primo click
http://it.wikipedia.org/wiki/Dammarie-en-Puisaye


8° ricerca: al sesto click
http://it.wikipedia.org/wiki/Sogny-aux-Moulins


9° ricerca: al secondo click
http://it.wikipedia.org/wiki/Villedieu_(Cantal)


10° ricerca: negativo ma sono usciti due comuni italiani e uno spagnolo

11° ricerca: al settimo click
http://it.wikipedia.org/wiki/Lastic_(Puy-de-D%C3%B4me)


12° ricerca: al primo click
http://it.wikipedia.org/wiki/Valines

13° ricerca: negativo

14° ricerca: negativo ma due comuni polacchi e uno brasiliano

15° ricerca: negativo

16° ricerca: decimo click
http://it.wikipedia.org/wiki/Festalemps


17° ricerca: primo click
http://it.wikipedia.org/wiki/Moncoutant


18° ricerca: quinto click
http://it.wikipedia.org/wiki/Breuil-Bois-Robert


19° ricerca: decimo click
http://it.wikipedia.org/wiki/Mijoux


20° ricerca: negativo ma un comune italiano

Siamo al centro di un complotto. Ma la cosa veramente destabilizzante è che, sulle FAQ di Wiki, c'è un qualche altro malato di mente privo di cose da fare che ha posto la stessa questione.
   Come potete vedere, su 20 ricerche, 14 contemplano un comune francese, e tra queste ben 9 ce l'hanno entro i primi cinque click. Vuol dire che, su un range di dieci ripetizioni della voce a caso, abbiamo circa il 70% di possibilità di trovare un comune francese. Su Wikipedia le percentuali sono diverse. Hanno qualcosa da nascondere? E se si, cosa? Misteri che resteranno celati nei documenti dei potenti della Terra.
   I comuni francesi hanno un piano. Un piano ben preciso. Ogni click su Wiki è una somma di denaro che entra nei loro conti correnti, tramite la pubblicità. Una volta accumulati abbastanza soldi, creeranno un esercito di mangiabaguette con l'invidia congenita del bidet, armati di forconi e cappelli di paglia, che invaderanno l'Europa in un'azione militare pregna d'inquietanti eco da blitzkrieg.

Che Dio ci salvi tutti.

PS: leggetevi la voce di Wikipedia sul bidet  (http://it.wikipedia.org/wiki/Bidet) perché è devastante. Davvero. Soprattutto in fondo, nella parte della bibliografia utilizzata, in cui si cita un tizio che avrebbe scritto un libro sulla storia del bidet. Che già questo fa ridere, ma poi il titolo è così bello da essere agghiacciante: "Storia del bidet: un grande contenitore ideologico". Un genio. Un dannatissimo genio.
AuANzO @ 00:29 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
lunedì, 06 luglio 2009 | in : elucubrazioni
Dio, ucciderei per una sigaretta.
   In realtà non sono un gran fumatore. Anzi, praticamente non fumo; scrocco tabacco, cartine e filtri quando capita, e capita di rado. Ma Gesù Cristo seduto lassù sa quanta voglia ho di aspirare un po' di sano Golden Virginia in questo istante.
   Si sta bene al buio delle cinque del mattino, d'estate. È fresco, c'è silenzio. La luce del monitor strappa alla notte un'isola d'immagini azzurrate: la tastiera, il mouse, la scrivania, parte dello stereo, cianfrusaglie sparse, e me. Si diffonde poi nello spazio circostante, quasi fosse la presenza eterea di una cazzo di fatina. Flashback: mi passano davanti le immagini di un bosco ghiacciato, o fatato, o qualcosa del genere, che sono abbastanza sicuro d'aver visto in un qualche Final Fantasy. Il nove, forse, o il dieci.
   La luce corre lungo le pareti adiacenti e accarezza anche quella in fondo. Eccolo qua, il mio piccolo mondo in toni d'azzurro. Le spie delle casse del PC sono punti luminosi nel buio pesto al quale appartiene lo spazio situato dietro lo schermo. Occhi di mostri nella notte. Ancora flashback: io che gioco a DooM e Andrea che mi guarda seduto sul letto, alle mie spalle. Sulle munizioni ci sono delle piccole luci rosse. Ce n'è un pacco dentro ogni rientranza del muro, nel buio che si forma a causa delle rientranze stesse. Le prendo, una dopo l'altra. Raggiungo l'ultima rientranza. E le luci battono le palpebre. Mezzo secondo dopo, un cazzo di dannatissimo mostro con sei dannatissimi occhi rossi ci si scaglia addosso, mentre io e Andrea saltiamo indietro e strilliamo dalla paura. Fottuti videogiochi. Finiranno per uccidermi.
    Eppure, che dolci ricordi. Ora che ci penso, alcuni dei ricordi più malinconicamente dolci che conservo sono legati ai videogiochi. Ora che ci penso, realizzo drammaticamente che la mia spensieratezza è finita nel momento in cui mi sono allontanato dai videogiochi, causa mancanza di tempo e denaro. E mi ritrovo seduto qui a non sapere che cazzo fare della mia vita. Sarà che le discussioni con gli amici mi rendono pallosamente pensieroso, l'imbarazzante incrocio tra un Romeo sospirante e i vecchi di Milano che passano le giornate a criticare gli operai al lavoro nei cantieri della metro. Si, giuro, esistono i vecchi della metro a Milano, li ho visti io con questi occhi.
   O forse sarà uno sfortunato incrocio di coincidenze. Fatto sta che sono a mollo da due o tre settimane nelle sabbie mobili di una stramaledetta crisi produttiva. Non sto facendo niente della mia esistenza. Se crepassi ora non farei una lira di danno. Ho mancato due esami. È una settimana che diserto la palestra. Ma soprattutto, è da almeno quindici giorni che non faccio altro che ripetermi un mantra di promesse da perfetto stronzo. “Da domani ricomincio con la palestra”, “da domani ricomincio a studiare”, “da domani ricomincio a scrivere”, da domani, da domani, da domani. Vaffanculo. Se la strada per l'Inferno è lastricata di buone intenzioni, beh, cazzo, dovreste vedere il vialetto di casa mia. Ogni mattonella è un monumento alla mia monolitica voglia di non fare un cazzo di niente.
   Solo stare qui e pensare a quanto manca di senso tutto questo. In questo momento, l'unica cosa a cui riesco a pensare con dolce trasporto è mora, riccia, bellissima e balla danza del ventre. Ed è stupenda, dolce, simpatica, profondamente intelligente, enciclopedicamente acculturata, e mi si dipinge un ebete sorriso da imbecille imbambolato quando scorgo il modo in cui mi guarda, quando sento le sue dita fra i capelli, quando sogna accoccolata sul mio petto. E quando non è con me, mi manca come manca il cielo ad un'aquila in gabbia. Vorrei spegnere tutto, andare nell'altra stanza e trovarla nel letto, coperta solo da un leggero lenzuolo, che tenta di aspettarmi sveglia ma non ci riesce veramente, lottando contro palpebre pesantissime che non ne vogliono sapere di rimanere aperte. E allora mi sdraierei al suo fianco, lasciando che mi avvolga con il suo sinuoso e morbido calore profumato, ascoltando la magnifica tenerezza dei suoi mugolii mentre sussurra qualche frase sconnessa. Si, allora mi sentirei dannatamente in pace con questo buco di culo chiamato mondo.
   Per il resto, non so come giustificare a me stesso lo spronarmi ad andare avanti. Niente ha molto senso. Le cose cambiano, le situazioni cambiano, gli amici cambiano. Io non sono più sicuro di quello che voglio. Che dico: non lo sono mai stato. Adesso, certo, meno che mai. Non dovrebbe fregarmene un cazzo di quel che dice la gente, soprattutto quando sono cose sbagliate. E invece me ne frega. E questo m'incasella sotto la voce “testa di cazzo” nel grande tabellone dei ruoli di questa fogna di teatro ambulante che sono le nostre vite.
   Il passato è un caleidoscopio di specchi incrinati che riflette stronzate distorte. Ma i caleidoscopi, si sa, sono ipnotici. E allora andiamo, inizia il prossimo valzer, il gran ballo di tutti noi coglioni ipnotizzati.

   Non lo so cosa voglio, non lo so quanto me ne fotte del passato. Mi sta passando anche qualsiasi voglia d'impegnarmi, di tenere duro, di chiarire le situazioni. Sento che la partenza last minute per la Svezia e il grande Vaffanculo-A-Tutto-E-Tutti ad essa connesso sono sempre più vicini. Vediamo quanto ancora riuscirò a resistere.
   Dovevo finire i post sull'Oktoberfest. Non l'ho ancora fatto. Cazzo, fra due mesi e mezzo parto per l'edizione 2009. Lo vedete che sono un gran coglione e basta? È così, la mia vita è tappezzata di “avrei dovuto”. Se tutto il tempo passato a dire queste due parole lo avessi usato per studiare, sarei laureato da un pezzo.
   Merda, come m'è presa brutta stanotte. Per fortuna, le persiane sono già rigate dalla luce del giorno. Il sole scaccia via ogni brutto pensiero e mi fa tornare di nuovo il vecchio stronzo che tutti conoscete. E come un vampiro del cazzo, adesso me ne vado a letto.

Saluti.

PS: a voi rimane di ficcarvi l'aglio su per il culo, qualora vogliate. Insieme al paletto di frassino.
AuANzO @ 07:16 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
venerdì, 05 giugno 2009 | in : del nostro tempo
Vabbè, io volevo scrivere un articolo cattivo sulle foto di Berlusconi a Villa Certosa MA IL PORCODDIO DI BROWSER È CRASHATO CANCELLANDOMI TUTTO QUELLO CHE AVEVO SCRITTO e quindi, riassunto.

EDIT: specifico che questo post non ha l'obbiettivo di parlare per l'ennesima volta della vita privata del presidente del consiglio. A me non frega un cazzo di quello che fa Berlusconi a casa sua. Gli argomenti reali di questo post sono due:
1. il presunto utilizzo di voli di Stato per fini personali da parte del premier, perché i voli di Stato sono una risorsa finanziata coi soldi delle nostre tasse e se qualcuno la usa per scopi privati mi girano un po' i coglioni. Ma non tanto per i soldi, quanto per la faccia tosta e per la mancanza di rispetto davanti all'intero popolo.
2. la palese differenza di libertà d'espressione tra il nostro Paese e un qualunque altro Paese estero. È terrificante la situazione del giornalismo italiano, che versa in una terribile agonia. Leggetevi l'editoriale di El País, leggete gli attacchi politici ben argomentati e mirati che i giornalisti spagnoli portano a Berlusconi. Osservate come si fa giornalismo vero, con le palle, e non come sono abituati a fare molti cosiddetti "giornalisti" qui nel nostro Paese, da parecchi anni ormai. Il nepotismo e il clientelismo tipici della cultura moderna italiana si sono instaurati anche nella stampa. I giornali e, soprattutto, i telegiornali sono strapieni di notizie-farsa, di allarmismi insensati, di apologie ai potenti, nella strenua difesa di una concezione puritana e piccolo borghese della democrazia e di una politica da salotto, dove conta far finta di scontrarsi ma in realtà mai pestarsi troppo i piedi, pena la perdita della poltrona. Io so' sanguigno, a me 'ste cose me fanno incazzà. I moderati devono essere intellettuali; se sono moderati ma non intellettuali sono solo piccoli e viscidi palloni gonfiati pieni di sé. Ovvero la descrizione dei politici italiani.
   Ci tenevo a specificare questa cosa perché, dai commenti, ho avuto il sospetto che non si capisse. Ripeto: a me del gossip su Berlusconi non m'interessa niente. Non me ne frega nulla della sua vita privata.

In Italia c'è fascismo mediatico e non esiste più libertà d'espressione. Un fotografo sardo ha realizzato un servizio su una festa a Villa Certosa, che testimonierebbe sia il presunto utilizzo illecito dei voli di Stato per accompagnare gli amici personali del primo ministro alle sue feste, sia la contraddizione tra i costumi personali del presidente e quelli che invece propaganda tramite il suo partito.
   Il Cavaliere ha deciso di denunciare il fotografo per violazione di privacy, nonostante il fotografo stesso abbia provveduto sin dall'inizio a censurare di sua spontanea iniziativa i volti di tutti gli invitati, garantendo la privacy di ognuno. Quindi le foto sono state sequestrate dalla Magistratura e poste sotto segreto istruttorio. Alla faccia delle toghe rosse, direi.
   In Spagna, dove governano i socialisti di Zapatero, cinque di quelle foto sono state tranquillamente pubblicate su un quotidiano importante come El País. Il giornale spagnolo, inoltre, in un editoriale sottolinea che "[...] la publicación de las fotografías de sus fiestas privadas no obedece a ningún intento de enjuiciar su moral como ciudadano, sino al propósito de demostrar que él, como primer ministro, está intentando convertir el espacio de la política democrática en una simple prolongación de sus relaciones de amistad y de sus entretenimientos".
   Io non studio spagnolo, ma la traduzione è abbastanza semplice: la pubblicazione delle foto della sua festa privata non ha nessun intento di giudicare la sua morale come cittadino, vuole invece dimostrare come lui, in quanto primo ministro, stia tentando di convertire lo spazio della politica democratica in un semplice prolungamento delle sue relazioni di amicizia personali e del suo divertimento. Questa parte dell'articolo è molto importante, perché denota con precisione che qui non si parla degli affari privati del presidente del consiglio, bensì della presunta mancanza di rispetto verso, appunto, gli spazi e le risorse della democrazia. Con tutte le conseguenze che ciò comporterebbe: discreditare il valore del dibattito democratico e degli spazi politici, eliminare la coscienza politica nel popolo mostrandogli la politica come una farsa attraverso il suddetto discredito, mescolare interessi privati e pubblici, eccetera.
    Ah, a proposito: la  Federación de Asociaciones de Periodistas de España (FAPE), che credo sia la federazione nazionale della stampa spagnola, SI È COMPLIMENTATA con il giornale per la pubblicazione delle foto ed ha annunciato IL SUO APPOGGIO contro l'azione legale che ovviamente Berlusconi ha avviato nei confronti di El País (e di altri giornali, anche italiani). Evidentemente non hanno l'abitudine di leccare il culo ai potenti, come invece succede spesso ad alcuni sedicenti giornalisti del nostro Bel Paese. E non crediate succeda solo al TG4 o a Studio Aperto.

Cliccate qui per l'articolo in spagnolo di El País.

Cliccate qui per l'articolo in italiano di El País.

Cliccate qui per il bellissimo editoriale del giornale riguardo l'argomento.

Cliccate qui per la versione in italiano dell'editoriale.

Le foto si vedono in entrambi gli articoli, basta cliccare sull'icona "ampliar" che si trova sulle foto nella colonna di destra per accedere anche alla galleria.
   Non sprecherò altre parole per esprimere quello che dovrebbe essere chiaro a tutti. Vi rimando invece a una citazione di Bill Hicks, forse l'ultimo vero comico satirico vissuto su questa terra. Riporto la traduzione di quello che disse in un suo spettacolo, a proposito di Reagan (era il 1989):

"Quanto in profondità nel vostro culo deve andare il cazzo di quest'uomo prima che vi rendiate conto che vi sta fottendo, gente?"
AuANzO @ 17:59 | commenti (29)(popup) | commenti (29)
lunedì, 25 maggio 2009 | in : viaggi e panico geografico
E quando non se l'aspettava più nessuno: PATAPAM!

LE CRONACHE DI GAETANO 2

Però prima devo fare una premessa. Io sono un pigro pelandrone incostante e quindi sono passati SETTE MESI E DICIANNOVE GIORNI dal primo post riguardo la vacanza. Ora, però, ho deciso che ho fatto veramente troppo schifo e devo concludere la narrazione. Per cui pubblicherò il resto delle Cronache di Gaetano suddivise in quattro o cinque post che cercherò di far uscire in un tempo un pochino più ristretto di quello che è passato dalla prima parte XD E magari indicizzandole all'inizio di ogni nuovo post. Che ragazzo responsabile che so'.
EDIT: è tardissimo, ho sonno, non lo rileggerò adesso. Se ci sono problemi li risolvo stasera. Dai, su, non cagatemi il cazzo.

(Cliccate qui per leggere la prima parte)

Eravamo rimasti alla fine del secondo giorno, quando siamo andati a dormire accompagnati da Doc Brown
...

Giorno terzo
Ci svegliamo ad un orario imbarazzante. Pranziamo in modi che non è bene riferire. Er ciavatta esce e, da bravo italiano, trova un modo per accollarsi alla corrente del camping. Per farlo, dobbiamo girare il camper, per questioni di praticità. Alessandro si mette alla guida e incarica Foco di dargli le direttive per la retromarcia.

Er ciavatta: allora Foco, è facile, me devi solo dì quando sto per sbattere contro l'albero
Foco: oook, traaanquillo, non c'è probbleeema

Er ciavatta sale al posto di guida.

Foco: vai... vai... vai...

SBRAAAM

Un albero è entrato nel paraurti. Er ciavatta scende visibilmente alterato. Foco ha lo sguardo perso e le mani sulla testa.

Er ciavatta: A FOCO, E PORCA MADONNA, UNA COSA T'AVEVO DETTO DE FA, A FOCO, E PORCODDIO! UNA! UNA COSA T'AVEVO DETTO DE FA! A FOCO! E PORCA MADONNA!

Il suono delle bestemmie sparisce in fade-out mentre Er Ciavatta scompare in mezzo agli alberi del camping.

Andiamo a comprare i biglietti per l'autobus che ci porterà in centro. Prendiamo il mezzo, arriviamo e iniziamo a passeggiare. Praticamente è già sera, facciamo una specie di turismo notturno, che in soldoni si risolve nel guardare i monumenti e gli edifici da fuori perché l'orario di apertura è passato da un pezzo. Girovaghiamo, io e Daniele facciamo foto, gli altri si fanno prendere dalle fregole e berciano come anatrelle.
   Muovendoci in metro e trenini, ma soprattutto a piedi, visitiamo tutta la città, comprese la chiesa di St. Peter, la Frauenkirche e Marienplatz. Nella prima ci si può ancora entrare, la seconda l'ammiriamo solo da fuori, dove tra l'altro c'è un laghetto artificiale stupendo (quello della foto di gruppo all'inizio della prima parte delle Cronache). La terza è una enorme piazza, piena di negozi chiusi che sarebbe bello visitare, così imponentemente bella da togliere il fiato, sulla quale si affaccia il palazzo neogotico del municipio. Modestamente faccio delle foto stupende. Ma quanto so' figo. Soprattutto quella a una specie di rissho in movimento che riesco ad inquadrare a mano libera. Leggo volontà d'omicidio negli occhi di Daniele perché l'ho fatta con una non chalance vergognosa.
   Sia le chiese, sia le strade e piazze di Monaco notturna, sono bellissime. Durante il ramingo girovagare c'imbattiamo anche in una squisita, intima e accogliente birreria tipica, ripromettendoci di farvi ritorno prima di lasciare la città. Rimaniamo commossi di fronte al listino prezzi appeso fuori, all'entrata, così tanto commossi che mi sento moralmente obbligato a fotografarlo.

Menù birreria Monaco
Il dettaglio del menù

MEZZO LITRO DI BIRRA (DI TUTTE LE BIRRE!) A TRE EURO E CINQUANTA. E non la birra annacquata che troppo spesso ci servono nei pub italiani, eh. No. La birra originale, quella che sa di foresta nera e di teutonica fierezza, quella che ogni sorso ti si allunga la barba di cinque centimetri, quella che dopo che l'hai finita ti senti pronto per cavalcare sul Vaticano con un'ascia bipenne in una mano, una torcia nell'altra e gli scritti anabattisti nel borsello.
   Concluso il giro, decidiamo che è il momento di andare all'Oktoberfest. Il problema è che più ci avviciniamo alla fiera, più vediamo gente ubriaca persa che cammina nella direzione contraria alla nostra. Virgilio inizia a rattristarsi pesantemente, proferendo un'altra delle frasi memorabili del viaggio:

“Te rendi conto che mezza città barcolla? E NOI SIAMO NELLA META' SBAGLIATA!”

Quando arriviamo, scopriamo con amarezza che in effetti gli stand chiudono abbastanza presto. Erano le dieci e mezza circa ed erano già quasi tutti chiusi. Ci avviciniamo ad un gruppo di persone che si accalca attorno allo stand HB per capire com'è la situazione, ma c'è un cordone della polizia. La polizia in questo paese è fantastica. Se tu non crei problemi è completamente e docilmente al tuo servizio, con pazienza e dedizione. Chi fa qualche cazzata, invece, viene immediatamente fermato e paternalmente ripreso: se risulta essere un vero pericolo, scatta subito la punizione adeguata. Una poliziotta piccoletta s'accorge che un tizio sta tentando di rubare un boccale da un litro. Questo è un omone enorme, alto e grosso. Lei, con disinvoltura, lo prende per un polso e gli fa una proiezione terrificante, sballottandolo e riducendolo all'immobilità in pochi istanti. Gli stacca il boccale dalla cinta e lo lascia andare, ma con lo sguardo di una cattiveria unica.
    Gli stand chiudono. In compenso, però, incontriamo altri italiani, e nella fattispecie LORO, che si sono meritati una foto dedicata.

CLICCATE SU QUESTA FOTO PER INGRANDIRLA. FATELO, CAZZO!

Foto gruppo italiani Oktoberfest
Ma perché ha quell'espressione?

Paragone 2














Potete chiaramente vedere gli effetti dell'alchool su di lui

Usciamo sconsolati. Foco va al bagno pubblico e rischia di essere ucciso da un tifoso del Glasgow Celtics, perché ha una sciarpa che ricorda l'altra squadra della medesima città, ma si salva non so come, biascicando non so cosa in non so quale lingua.
   Decidiamo quindi di tornare alla birreria. Entriamo e ci sistemiamo. I due gestori sembrano veramente usciti da un fumetto, sono incredibili. Entrambi in camicia, entrambi maturi, uno con un taglio di capelli tranquillo ed una camicia sull'azzurro, l'altro con una barba lunghissima e con una camicia a scacchi rossi e neri veramente troppo country. Ci servono le prime birre. Beviamo, fancazzeggiamo. Mi alzo per andare al bagno e, sulla strada, trovo un gruppo di ragazzi che gioca a freccette, belli imbottiti di birra anche loro. Chiedo permesso in inglese, mi rispondono in inglese a loro volta. In un inglese un po' fantasioso, a dire il vero. Ma questi hanno qualcosa di strano nello sguardo... Non sono tedeschi. Forse inglesi, mi dico, o irlandesi, data la lingua. Beh, fa niente, piscio e torno indietro.
   Prima di sedermi faccio strada ad una ragazza che deve uscire. Quando alzo lo sguardo, mi accorgo che "ragazza" è riduttivo. Mi trovo faccia a faccia con un angelo. Uno vero, eh. Capelli biondissimi, occhi azzurrissimi, vestito tipico bavarese bianco anch'esso. La faccio passare con uno sguardo incredibilmente ebete, lei risponde con un sorriso che mi rapisce il cuore. Ah! Che romantico che sono.
   Durante la serata arriva anche un angelo per Virgilio, ma lui non sa apprezzare. Una signora, corpulenta e mora, con capelli ricci e lineamenti... Uhm... Vissuti, diciamo. Barba appena fatta, o forse è solo una mia impressione. Lo guarda insistentemente da un tavolo adiacente, sorridendogli e borbottando qualcosa di presumibilmente dolce in una lingua che non lo è affatto. La sua voce ricorda il poetico canto dei trattori bavaresi che arrancano sul suolo impervio, sporchi di grasso e speranze infrante. Gli dice di togliersi il cappello perché "è più carino"; dopo un po' si alza e viene ad appollaiarsi sugli schienali delle sedie mia e di Daniele, che stanno appunto dirimpetto a Virgilio. Lo guarda e ride, mentre continua a bere birra cercando di comunicargli complimenti in idiomi esperanti. Dopo un po' se ne va e la nostra bevuta torna ad essere fra pochi intimi. Il locale è pieno di chicche, come le mini bottiglie di non-so-cosa e l'annuario degli scudetti delle tre maggiori serie calcistiche del Paese.
   Man mano che la birra finisce, la pazzia dilaga.

Pazzia birraiola HQ
Facce da pazzia birraiola

   Dopo una ricca sbevazzata, però, viene il momento di andarcene, dato che stavolta non vogliamo perdere i mezzi. Quando stiamo per uscire si svela l'arcano: all'uscita conosciamo i tizi delle freccette e viene fuori che sono italiani. È incredibile quanto risaltiamo all'estero, davvero incredibile. Ecco perché anche loro hanno risposto in un inglese stentato e, come dire, estremamente creativo.
   Durante il viaggio di ritorno al camping, Foco vede la madonna in due tempi.

Foco & la madonna 1
"Cos'è? Buba Gamp Gamberi!"

Foco & la madonna 2
"Ah si! È la Madonna! Io ho una bella mente!"

(Citazioni finissime, non le capirà nessuno. Bah, perle ai porci. NdA)

Arrivati a destinazione, ci sono un po' di bagordi al bar del campeggio. Ci rendiamo conto di essere troppo stanchi, dunque deviamo verso il camper. Ma Alessandro non sa tenere a bada i propri istinti e quindi, voltandosi nel buio verso le voci, si mette a urlare, generando questo dialogo a distanza:

Er ciavatta: SIETE TUTTI FROOOOOOOOCIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!
Folla nel buio: PORCODDIIIIIIIOOOOO!
Noi: EEEEEEEEEEEEEEEH!
Loro: EEEEEEEEEEEEEEEH!

Si, altri italiani. Ridendo e parlando, non ricordo per quale motivo, delle tipologie dei demoni nei libri infernali, rientriamo nel camper. Là si compie lo scisma: gli altri vanno a letto, io e Daniele decidiamo che bisogna consumare la pasta rimasta nel pacco di spaghetti aperto, altrimenti va a male. I dettagli della foto m'informano che è stata scattata esattamente alle 4:31 del mattino.

Spaghetti di mezzanotte

Vi prego di notare l'espressione di Daniele. Spero di non essere l'unico ad essersene accorto:

Paragone 1














"Tanta pasta e poco riposo rendono Daniele un pazzo furioso!"

To be continued...
AuANzO @ 04:52 | commenti (15)(popup) | commenti (15)
lunedì, 20 aprile 2009 | in : vita quotidiana, epic, pizzini - ovvero le messaggerie
MOMENTI MERAVIGLIOSI

Certe volte, nella vita, succedono cose che non riusciresti neanche a immaginare.

Premessa generale: Emanuel, meglio conosciuto come Er Zazzera (ma precedentemente in molti altri modi), è un personaggio discretamente famoso dalle nostre parti, a causa delle sue insane passioni. Tempo fa era in fissa col medioevo ma ora, come si evince dal soprannome, dai capelli e dai vestiti, è entrato nel tunnel degli anni '80 e non sembra volerne uscire. Uno dei suoi hobby preferiti è collezionare DVD di film anni '80 e, se anche voi siete fra coloro che hanno almeno in parte conoscuto gli anni '80, saprete bene che in quella decade ci sono stati picchi di trash inverosimilmente alti. Anche nei film seri di quell'epoca c'è sempre almeno un tocco di trash: che sia un personaggio, una scena, un leit-motiv, parte della storia... Tutti. Ma la cosa bella è che Er Zazzera s'impegna a cercare proprio i film più trash, anzi solo trash, quelli esclusivamente trash. E per questo lo ringraziamo tutti, dato che sono un patrimonio folkloristico-culturale inestimabile.
   Ora, perché vi dico questo? Ve lo dico perché, da tutta questa passione per il trash, scaturisce un'abitudine devastante: quella di ficcare nei discorsi quotidiani le battute e le frasi più significative di questi film (ma anche del trash di Internet, tipo le battute del Mago Gabriel, di Richard Benson, del sindaco di Palomonti Terme/Oliveti Cedri, ecc).
   Proprio qualche sera fa, ci siamo visti "Morte a 33 giri" (link qui per una più dettagliata descrizione), in cui c'è una delle più belle battute di tutta la storia del cinema: FERMA LE CHIAPPE, AMICO! (detta da un poliziotto ad una rockstar zombie coi capelli cotonati che si muove attraverso i fili della corrente e spara fulmini dal manico della sua Strato...).

Lunedì, 20 aprile 2009, ore 15:00 circa.
Discussione MSN fra me e Zeppo.


Auanzo scrive:
mannaggia
Auanzo scrive:
tu non c'eri quando se semo visti "Morte a 33 giri" (Emoticon che ride)
Auanzo scrive:
dobbiamo fa' un suono col poliziotto che dice FERMA LE CHIAPPE, AMICO! che è la battuta più bella della storia del cinema

ZePPo GinGa scrive:
AHAHAHAHAHAH si LOL
ZePPo GinGa scrive:
io ce stavo
ZePPo GinGa scrive:
ma me sa
ZePPo GinGa scrive:
era prima che ve lo rivedeste
Auanzo scrive:
uhm
Auanzo scrive:
io dico l'altra sera
Auanzo scrive:
dopo fletch
ZePPo GinGa scrive:
un altra battuta devastante che non me scorderò mai
ZePPo GinGa scrive:
è a pulp fiction
ZePPo GinGa scrive:
'ho una cura medievale per il tuo culo!'
Auanzo scrive:
(Emoticon che ride)
Auanzo scrive:
ahahahahahahahaha
ZePPo GinGa scrive:
però 'ferma le chiappe amico'
ZePPo GinGa scrive:
la batte
ZePPo GinGa scrive:
perchè c'è 'amico' che la fa proprio 80s
(Emoticon che ride)
Auanzo scrive:
ma tu rendite conto
Auanzo scrive:
c'è un sospetto che cammina verso un poliziotto
Auanzo scrive:
questo esce dalla macchina, punta la pistola
Auanzo scrive:
e invece de dì tutte le battute che uno se po' aspettà
Auanzo scrive:
che ne so, "mani in alto", "fermati", che cazzo ne so
Auanzo scrive:
strilla FERMA LE CHIAPPE, AMICO
Auanzo scrive:
(Emoticon che ride)
Auanzo scrive:
oddio "ferma le chiappe", non ce posso pensà
Auanzo scrive:
(Emoticon che ride)
Auanzo scrive:
e poi si, "amico" va forte
ZePPo GinGa scrive:
AHAHAH AAAAAAAAAAAAAAAAAH
ZePPo GinGa scrive:
ma je lo hai detto te a virgilio de mandamme un messaggio !!??!?
Auanzo scrive:
eh? no
Auanzo scrive:
riguardo cosa?
ZePPo GinGa scrive:
ME HA APPENA MANDATO
ZePPo GinGa scrive:
'FERMA LE CHIAPPE AMICO'!
Auanzo scrive:
AHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA
ZePPo GinGa scrive:
ODDIO DATEME UNA BOMBOLA D'OSSIGENO
Auanzo scrive:
AAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAAHAH
ZePPo GinGa scrive:
ODDIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO OOOOOOOOOO
Auanzo scrive:
HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA
Auanzo scrive:
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHHAHAHA
ZePPo GinGa scrive:
TE GIURO SULLA CRISTIANITA'
ZePPo GinGa scrive:
CHE ME LO HA MANDATO ORA
Auanzo scrive:
ODDIO
Auanzo scrive:
MA NON È POSSIBILE
Auanzo scrive:
AHAHAHAHAAHAHAHHù
ZePPo GinGa scrive:
SI TE GIUROOOOOOOO
ZePPo GinGa scrive:
CHIEDIJELO
Auanzo scrive:
ahahahhah ma glie l'hai detto?
ZePPo GinGa scrive:
NO ORA JE RISPONDO
Auanzo scrive:
ma da queste cose non succedono neanche nei film ahahahaahahahaah
Auanzo scrive:
CHE MERAVIGLIA
ZePPo GinGa scrive:
HAHA O MADONNA
Auanzo scrive:
glie l'hai detto? Secondo me adesso legge il messaggio e muore (Emoticon che ride)
ZePPo GinGa scrive:
SI
ZePPo GinGa scrive:
JE HO RISPOSTO
ZePPo GinGa scrive:
AHAHAH
ZePPo GinGa scrive:
ODDIO VADO A RESUSCITAMME
Auanzo scrive:
AHAHAHAHAHAHAHAHAAHAH
Auanzo scrive:
mo glie mando un SMS pure io


SMS di Auanzo:
"Oddio Virgì stamo a crepà dalle risate XD ste cose non succedono manco nei film ahahahahah"

Risposta di Virgilio:
"Voi due vi state ficcando in un bel merdaio, facce DI culo!" (rimaneggiamento di un'altra battuta del film, NdA)
AuANzO @ 15:23 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
mercoledì, 08 aprile 2009 | in : del nostro tempo
Immagino che nella redazione del TG1 ci sia un manipolo di figure professionali specializzate solo e soltanto nell'inventarsi nuovi modi per far schifo a livello umano.
   In Abruzzo ci sono 260 morti, circa mille feriti e qualcosa come venticinquemila sfollati. Oltre alle perdite umane, il patrimonio artistico della zona è stato sfregiato da danni irreversibili e il bilancio è pesante anche per quanto riguarda l'abitato civile.
   Ma per i "giornalisti" (SCUSA INDRO, SCUSA, FA PIU' MALE A ME CHE A TE, PERDONAMI) del TG1, la cosa più importante è vantarsi degli ascolti record ottenuti e degli alti picchi di share e di come l'edizione principale delle venti si sia confermata leader dell'informazione.



E non è la prima volta.
   11 novembre 2007. Un agente armato spara intenzionalmente ad altezza uomo, a braccia tese e da fermo, in direzione di un automobile, ferendo a morte Gabriele Sandri. Poco prima c'era stato un lieve scontro verbale che si era placato da solo, al quale Gabriele comunque non aveva partecipato.
   Ma Cristo, che cazzo ve ne frega, la vera notizia è questa.



Cristo d'un Dio, quando dice "[...] come ogni sera, del resto" e tutta la frase che va dal ringraziamento degli ascoltatori alla parola "obbiettivià", lo sventrerei a mani nude. Con quell'aria da tracotante e saccente presuntuoso e quel viscido sorrisetto a mezza bocca.

Leader dell'informazione.

L'informazione.

Lo sciacallaggio.

Informazione, sciacallaggio. Sono parole che ricorrono spesso, in questi giorni, riguardo il caso abbruzzese. Toglietemi una curiosità: sono io l'unico che si chiede quale sia il vero sciacallaggio? Come faccio a dirvelo, è una cosa così politicamente scorretta, oh cielo!
   Questo è il vero sciacallaggio. Il peggior sciacallaggio. Perché queste persone parlano in una TV di Stato, pagate dallo Stato, cioè da quelli che pagano le fottute tasse, cioè da noi. Non hanno nessuna attenuante. Almeno quelli che rubano nelle case terremotate può darsi siano poveracci anche loro.
   I nostri giornalisti invece no. Sono ignavia allo stato puro. Sono esempi viventi di assenza di palle e cervello. E con quale mancanza di vergogna si permettono di parlare di sciacallaggio, di "cose indegne", di informazione. Gli indegni sciacalli dell'informazione. I degni baroni della disinformazione. Nati servi, vissuti da servi, moriranno servendo e leccando culi.

Per fortuna che qualcuno sano ne rimane.
Meccaniche della disinformazione for dummies:


AuANzO @ 18:59 | commenti (9)(popup) | commenti (9)